OMEGA-3 ED ESERCIZIO FISICO: AGGIORNAMENTI DALLA COMUNITA' SCIENTIFICA - Dott. Tindaro Bongiovanni
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OMEGA-3 ED ESERCIZIO FISICO: AGGIORNAMENTI DALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA

E’ chiaro come alcuni degli importanti benefici degli omega 3 dimostrati nella popolazione generale, come ad esempio il mantenimento in buono stato della capacità visiva della funzione cerebrale possano anche essere di grande interesse per l’Atleta.

In tempi recentissimi tuttavia si è aperto uno stimolante filone di ricerca per verificare se esistono effetti specifici degli omega 3 sulla prestazione fisica.

Recentemente, Hingley et al. (2017) hanno mostrato come la supplementazione di 1 g di omega 3, da olio di pesce, per 2 volte al giorno e per un periodo di 8 settimane fosse in grado di elevare il cosiddetto Omega-3 Index, riflettendo l’incorporazione di questi acidi grassi polinsaturi a catena lunga nelle membrane delle cellule muscolari scheletriche, modulando il consumo di ossigeno durante l’esercizio intenso.

Un bel lavoro condotto da un gruppo di ricerca della Oxford Brookes University, ha mostrato come la supplementazione post-esercizio (il quale ha causato dei micro-danni muscolari) con omega-3 ad elevato tenore in EPA e moderato contenuto in DHA (750 mg EPA / 50 mg DHA) sia in grado di migliorare quei cambiamenti funzionali seguenti la “exercise-induced mussole damage” (Jakeman et al., 2017).

Uno studio dell’Università di Toronto conclude che : la supplementazione con acidi grassi della serie Omega-3 potrebbe modulare i processi infiammatori MA non ha effetti significativi sui complessi processi di adattamento neuromuscolare; la natura ed i complessi meccanismi attraverso i quali si verificano questi adattamenti rimangono ad oggi non del tutto noti (Lewis et al., 2017).

Un interessante studio spagnolo, conclude che la supplementazione di omega-3 in calciatori per 4 settimane non migliora forza, potenza e velocità MA sembra aumentare le capacità di resistenza anaerobica degli Atleti. Si tratta di uno studio che tuttavia richiede ulteriori approfondimenti (Gravina et al., 2017).

Uno studio pubblicato dai ricercatori del Dipartimento di Salute, Performance umana della Baylor University conclude come la supplementazione con dosi importanti di omega-3 da olio di pesce (6g/day con un rapporto 5:1 EPA/DHA) possa alleviare l’indolenzimento muscolare post-esercizio (Tinsley et al. 2016).

Capò et colleghi hanno pubblicato nel 2016 come l’esercizio fisico e la supplementazione di DHA (1.16g/day) in modo sinergico aumentino i livelli plasmatici della prostaglandina PGE2 con effetti anti-infiammatori (Capò et al., 2016). E, già nel 2014 Martorell et al. giungevano alla stessa conclusione: il DHA gioca un ruolo importante per controllare l’infiammazione dopo esercizio acuto.

Da Boit e colleghi hanno studiato gli effetti della supplementazione di olio di Krill (2g/day) per 6 settimane concludendo come i PUFAs, EPA e DHA contenuti nell’olio siano in grado di aumentare la sintesi di IL-2 e potenziare l’attività citotossica delle cellule Natural Killer (NK) 3-h dopo l’esercizio in giovani maschi e femmine (Da Boit et al. 2015).

Vorrei ricordare il lavoro di Martorell e colleghi pubblicato su Lipids, nel quale si afferma che la supplementazione con DHA in 15 Atleti maschi, modificava la composizione della membrana eritrocitaria, fornendo una difesa anti-ossidante e riduceva le proteine responsabili del danno perossidativo nei globuli rossi osservato durante un periodo di 8 settimane di allenamento ed esercizio acuto.

Un gruppo di ricerca canadese ha indagato gli effetti dell’assunzione di omega 3 sull’attenuamento della fatica muscolare (Lewis et al., 2015), un gruppo Giapponese ha lavorato allo studio degli effetti di EPA e DHA sull’ ”exercise economy ” ovvero la diminuzione del consumo di ossigeno ad un’ intensità di esercizio data (Kawabata et al. 2014); altri studiosi Polacchi stanno verificando se esiste un’interazione tra l’assunzione di omega 3 e la produzione di ossido nitrico con un conseguente effetto sulla cosiddetta FMD, un parametro che misura “l’elasticità” dei vasi sanguigni (Żebrowska et al. 2015).

Queste ricerche sono agli albori e rimangono in attesa di risposte definitive, non c’è nessuna certezza sulla posologia, durata del trattamento e timing di assunzione, tuttavia c’è molta attenzione di numerosi specialisti del settore per i molteplici effetti (riduzione dei markers di stress ossidativo, aumento dell’Omega-3 index, modulazione del consumo di ossigeno durante l’esercizio fisico) che possono derivare da una ragionata supplementazione.

 

Per approfondimenti:

Hingley et al. 2017. Int J Sport Nutr Exerc Metab, 24:1-28.

Jakeman et al. 2017. Eur J Appl Physiol. 117(3):575-582.

Lewis et al. 2017. Eur J Appl Physiol. 117(3):469-482.

Gravina et al. 2017. Int J Sport Nutr Exerc Metab, 7:1-25.

Tinsley et al. 2016. J Diet Suppl. 21:1-12.

Capó X  et al. 2016. J Int Soc Sports Nutr. 13:16.

Martorell et al. 2015. Lipids. 50(2):131-148.

Da Boit et al. 2015. PloS One. 10(9):e0139174

Lewis E.J. J Int Soc Sports Nutr. 2015 Jun 18;12:28

Kawabata F. Biosci Biotechnol Biochem. 2014;78(12):2081-8

Żebrowska A. Eur J Sport Sci. 2015;15(4):305-14

Martorell et al. 2014. Food Funct. 5(8):1920-31.

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