PUÒ UN CALCIATORE PROFESSIONISTA SEGUIRE UNA DIETA VEGETARIANA? - Dott. Tindaro Bongiovanni
15645
post-template-default,single,single-post,postid-15645,single-format-standard,ajax_updown,page_not_loaded,,qode-title-hidden,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

PUÒ UN CALCIATORE PROFESSIONISTA SEGUIRE UNA DIETA VEGETARIANA?

Se pianificata in modo appropriato, la dieta vegetariana può rispondere in maniera adeguata alle esigenze nutrizionali dell’atleta professionista.

Il termine “dieta vegetariana” è tuttavia molto generico; Barr e colleghi (Barr et al., 2004) descrivono difatti 5 tipologie di dieta vegetariana: Semivegetariana, Latto-ovo-vegetariana, Ovovegetariana/Lattovegetariana, Vegana, Macrobiotica.

Possiamo pertanto affermare che l’Atleta, in questo caso il calciatore, avrà delle esigenze nutrizionali specifiche in funzione del tipo di dieta vegetariana seguita quotidianamente oltre alle richieste strettamente legate alla seduta di allenamento ed a numerosi altri fattori (riduzione massa grassa, aumento BCM, etc.) quindi, come detto più volte, l’applicazione della nutrizione nello sport è una questione molto complessa: non si può e non si deve mai generalizzare.

Nel 2009, l’American Dietetic Association, una delle maggiori organizzazioni mondiali che si occupano di nutrizione, ha identificato i nutrienti chiave per i vegetariani- omega-3, ferro, zinco, iodio, calcio, vitamina D e vitamina B12 (ADA, 2009).

Per esempio, assumendo ogni giorno 1 L di acqua ricca di calcio, 100 g di rucola di provenienza nota e 2 vasetti di yogurt interi siamo certi di soddisfare il fabbisogno di calcio (971 mg di calcio apportato); non ritengo necessario, anzi credo superfluo ed inutile il ricorso a supplementi esogeni di questo prezioso nutriente. Nei cibi la vitamina D non è molto diffusa. Per garantircene la giusta quantità, laddove seguissimo uno schema latto-ovo-vegetariano, dovremmo consumare ogni giorno dei quantitativi non raccomandabili: più di 1 kg di burro al giorno o 3 Kg di pecorino al giorno per capirci, un quantitativo assolutamente improponibile! Pertanto, sulla vitamina D, dopo aver fatto un dosaggio ematico prescritto dal medico, è auspicabile la supplementazione esogena. La vitamina B12 è sintetizzata in natura solo da alcuni microorganismi e dalle alghe ed è quindi assente da tutti gli altri alimenti di origine vegetale. Nelle alghe, la biodisponibilità della vitamina B12 varia a seconda delle specie e può essere estremamente bassa (Watanabe et al., 2002; Watanabe et al., 2007). Nel calciatore che decide di seguire una dieta vegetariana, la valutazione attenta dello stato nutrizionale della vitamina B12 mediante la determinazione di alcuni markers ematici (acido metilmalonico, olotranscobalamina, acido 2-metilcitrico, omocisteina, cistationina, MCV, ematocrito, emoglobina, etc.) è necessaria e guiderà la precisa strategia di supplementazione esogena. La carenza di questa vitamina può dipendere sia da un insufficiente apporto dietetico, dall’assunzione di farmaci o presenza di alcune patologie del tubo digerente e non ultimo dall’incapacità dell’organismo di ricavarla dai cibi animali che la contengono. La società scientifica di nutrizione vegetariana dichiara che: “è imperativo nelle diete latto-ovo-vegetariane e vegane, integrare la vitamina B12 in modo continuativo (tutti i giorni), al fine di ottenere il massimo dei vantaggi della dieta vegetariana, annullando gli effetti dannosi della carenza della stessa. In conclusione, 2-3 piccole assunzioni al giorno garantiscono un migliore assorbimento anche se possono risultare poco pratiche; nei casi di carenza le dosi sono superiori e vanno prescritte dal medico. Per quanto riguarda l’apporto di omega-3, l’utilizzo quotidiano di olio di semi di lino, di noci e alghe marine (crude e polverizzate) potrebbe rappresentare un buon metodo per assicurarsi un apporto adeguato di questi preziosi acidi grassi essenziali, tuttavia, è importante tener presente dei limiti dell’organismo di conversione dell’acido a-linolenico in acidi grassi polinsaturi a catena più lunga pari a 8-12% per EPA e 1% per DHA (Goyens et al., 2006). La raccomandazione è che la supplementazione di acidi grassi dovrebbe essere eseguita solo dopo aver studiato la condizione metabolica dell’atleta e il bilancio tra le piste, saturi/insaturi ed omega-6/omega-3 con un’accurata analisi lipidomica.

La categoria dei vegetariani/vegani è a rischio di carenza di ferro. Per soddisfare il fabbisogno metabolico dovrebbero aumentare dell’80% l’assunzione di Fe, poiché il ferro contenuto negli alimenti di origine vegetale (detto non-eme), quello presente nelle uova e nel latte ha una minore biodisponibilità di quello presente negli alimenti di origine animale (IOM, 2001; Hunt, 2003). Molti studi confermano tuttavia che nel lungo termine si verifica un adattamento dell’organismo alle basse assunzioni di ferro sia attraverso un aumento dell’assorbimento che attraverso una riduzione delle perdite (ADA, 2009). In ogni caso, l’assorbimento del ferro nelle diete vegetariane può essere migliorato ponendo in essere alcune accortezze: co-ingerire alimenti ricchi in ferro e alimenti ricchi in vitamina C per aumentarne la biodisponibilità del ferro, per esempio. Il calciatore, che svolge attività fisica intensa e quotidiana, potrebbe avere un fabbisogno aumentato a causa di una serie di fattori tra cui aumentato turnover degli eritrociti, aumentate perdite. Tale fabbisogno potrebbe essere soddisfatto consumando legumi secchi e frutta secca oleosa, tuttavia, bisogna considerare che assumendo legumi secchi oltre al ferro si apporta all’organismo un’importante quota di fibra che potrebbe dare disturbi gastro-intestinali e una rilevante quota di carboidrati (100 g ceci secchi per esempio, apportano 6,4 mg di ferro non-eme, 13,6 g di fibra alimentare e 46,9 g di carboidrati, perlopiù presenti sotto forma di amido). Con un’alimentazione bilanciata e perfettamente pianificata tale nutriente può essere apportato solo con la dieta ma, come già detto, non si può generalizzare, bisogna personalizzare. La supplementazione esogena potrebbe essere considerata dopo aver valutato lo stato di nutrizione del ferro (analisi di più marcatori biochimici). Nelle diete vegetariane l’argomento sul quale si dibatte fortemente riguarda l’assunzione proteica: il calciatore vegetariano soddisfa il suo fabbisogno quotidiano? La scelta ovo-latto-vegetariana è sicuramente quella, o ancor meglio la macrobiotica, che può garantire più di tutte un adeguato apporto proteico. La supplementazione, rispettando un preciso timing, natura degli allenamenti, momento della stagione, ruolo in campo, day off e molti altri aspetti,  va valutata caso per caso.

In conclusione, se ben pianificata ed accuratamente integrata con le vitamine B12, vitamina D ed altri nutrienti critici verso i quali ne viene accertata la carenza, la dieta vegetariana può rispondere in maniera adeguata alle esigenze nutrizionali del calciatore professionista.

No Comments

Post A Comment