OBIETTIVI - Dott. Tindaro Bongiovanni
15595
post-template-default,single,single-post,postid-15595,single-format-standard,ajax_updown,page_not_loaded,,qode-title-hidden,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

OBIETTIVI

Obiettivo o obbiettivo (fine, meta o fotografico), è una parola derivante dal latino dalla fusione dei due termini ob iactum= lanciato in avanti dove per apofonia la a diventa e (latino medievale obiectivum).

Se in fisica il termine obiettivo è oggetto di studio dell’ottica, nel gergo militare è il fine di un’azione e, nella quotidianità utilizziamo questo termine riferendoci ad un fine, un bersaglio o una meta da raggiungere.

Ho letto due pagine bellissime scritte da un Medico illuminato, Mònica Katz, che voglio riportarti fedelmente.

“Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo bisogno di sapere che cosa vogliamo – la nostra direzione-, come cercheremo di raggiungerli e, infine, essere consapevoli che potremo fare errori e che nessuno è perfetto. Se il peso che perdo non è quello sperato, rinuncerò nell’impresa solo perché non coincide con le mie aspettative? Conviene quindi separare gli obiettivi, sempre che sia possibile, in piccoli passi fattibili e misurabili – tangibili – per valutare il nostro percorso e, se necessario, correggere il tiro in corso d’opera.

Azioni controllabili: come abbiamo già osservato, gli essere umani possono controllare quanto movimento fanno e quanto cibo comprano al supermercato o, infine, quanto mangiano. Non controlliamo quanti chili perderemo compiendo queste azioni. Perciò perdere peso non è un obiettivo in sé stesso, ma il risultato degli obiettivi raggiunti.

Obiettivi concreti e specifici: fare più attività fisica non è un obiettivo valido per chi vuole dimagrire. Uno più logico sarebbe:

  • la prossima settimana userò il contapassi ogni giorno;
  • mi segnerò quanti passi faccio in media alla settimana e da questo dato proverò a raggiungere i 10.000, aumentando di 500 ogni settimana. Questa operazione mi da la possibilità di verificare i miei risultati per poi intensificare, diminuire, o cambiare strategia.

Fissare piccoli obiettivi: non è possibile iniziare ad allenarsi come un atleta di triathlon se non si fa esercizio dai tempi del liceo. Forse un modo per non fallire subito potrebbe essere:

  • cominciare con un allenamento di tipo aerobico, per esempio camminando e correndo per 2 o 3 Km, tre volte alla settimana;
  • intensificare progressivamente l’intensità o il tempo di esercizio in modo alternato;
  • iniziare a partecipare a competizioni a seconda della nostra preparazione fisica.

Obiettivi accessibili: per raggiungere i nostri obiettivi questi devono sembrarci accessibili, alla nostra portata, e tali che siamo convinti di poterli raggiungere. Al contrario, la cosa più probabile sarà che neppure cominceremo, oppure lasceremo perdere tutto molto in fretta. Nessuno fa qualcosa che non pensa di essere in grado di fare. Vi faccio l’esempio del karaoke. All’inizio si mettono a cantare solo quelli che sanno farlo (o, almeno credono di saperlo fare). Poi ecco che prendono il microfono anche quelli che di solito cantano sotto la doccia e, infine, tutti quelli a cui viene voglia. Nella misura in cui la gente pensa che non sarà giudicata e fischiata, che l’obiettivo principale è divertirsi e che non si trova a un provino per interpretare la Carmen di Bizet, ecco che inizierà a cantare. In definitiva, ogni volta che l’azione o il comportamento sembrano alla nostra portata, ci arrischiamo a provare. Se, al contrario, risultano troppo difficili, non ci proveremo nemmeno. Un buon esempio di obiettivo possibile per una persona sedentaria potrebbe essere il seguente:

  • camminerò 15 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana per 2 settimane;
  • camminerò 20 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana per le successive 2 settimane;
  • camminerò 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana per le successive 2 settimane.

Obiettivi tangibili e misurabili: per vedere come sta andando il nostro cambiamento, o se stiamo facendo progressi verso la meta che vogliamo raggiungere, dobbiamo poter misurare o far diventare tangibile ciò che facciamo. In questo modo, se possiamo quantificare i chilometri percorsi, il numero di passi fatti, i centimetri di vita persi, le ore di bicicletta o i minuti di ginnastica, ci sarà più facile sapere come va, e in caso sia opportuno, cambiare un po’ il programma”.

 

Fonte: No Dieta. Ritrovare un equilibrio tra benessere e piacere di mangiare. Mònica Katz. Sironi Editore, 2010.

No Comments

Post A Comment